Immagina, Crea, Gioca e Condividi

Libreria, Personaggi

2/Set/2021  da Paola  , , ,

Mitchel Resnick nel 2017 ci regala un libro preziosissimo dal titolo “Lifelong Kindergarten: Cultivating Creativity Through Projects, Passion, Peers, and Play” in italiano “Come i bambini: IMMAGINA, CREA, GIOCA e CONDIVIDI. Coltivare la creatività con il Lifelong Kindergarten del MIT” nella versione italiana, pubblicata dalle Edizioni Centro Studi Erickson.

Chi è Mitch (così ama farsi chiamare) Resnick?
È un simpatico prof molto molto creativo e nerd che insegna Learning Research al Media Lab del Massachusetts Institute of Technology (MIT) di Boston, dove dirige il gruppo di ricerca Lifelong Kindergarten; è titolare della cattedra LEGO®, ma soprattutto è uno dei maggiori esperti di tecnologie educative, costantemente impegnato nella creazione di strumenti e attività per l’apprendimento creativo attraverso le nuove tecnologie.


Non andremo qui a trattare nello specifico degli strumenti e dei linguaggi a cui ha già dato vita negli anni il nostro amato programmatore ma ci limitiamo a citare il suo punto di vista – che noi di PaoLab condividiamo in toto – trattato nel testo succitato, al fine di riscoprire l’importanza del processo creativo per i bambini e per noi adulti:


«Nella scuola dell’infanzia la spirale dell’apprendimento creativo si ripete continuamente

I materiali cambiano (blocchi di legno, pastelli, lustrini, cartoncino), e cambiano anche le cose create (castelli, storie, disegni, canzoni), ma l’essenza del processo rimane la stessa. 

La spirale dell’apprendimento creativo è il motore del pensiero creativo. Muovendosi lungo di essa, i bambini sviluppano e perfezionano le loro capacità di pensare creativamente. 

Imparano a sviluppare le proprie idee, a metterle alla prova, a sperimentare alternative, ad accogliere gli spunti degli altri e a generare nuove idee sulla base delle proprie esperienze. 

Purtroppo, dopo la scuola dell’infanzia, la maggior parte delle scuole si allontana dalla spirale dell’apprendimento creativo. 

Gli studenti passano buona parte del tempo seduti al banco a compilare schede e ad ascoltare spiegazioni date dall’insegnante in carne e ossa o da un video al computer. 

Troppo spesso le scuole si concentrano sul fornire insegnamento e informazioni anziché sul sostenere gli studenti nel processo di apprendimento creativo

Non deve essere per forza così. 

Nel nostro programma di dottorato al MIT Media Lab, che è incentrato sull’uso creativo delle nuove tecnologie, abbiamo adottato un approccio simile a quello della scuola dell’infanzia»


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